La tela del punto croce contato, al banco, si chiama aida: un cotone con i buchi raccolti in quadretti uguali. Lo schema dice «dieci punti» e sulla aida sono dieci quadretti. La misura in centimetri del ricamo finito si calcola dopo, quando si sa quanti quadretti stanno in un pollice.
Il numero della tela
Il count dice quanti punti stanno in un pollice, cioè in 2,54 cm. In Italia la stessa tela si compra spesso contando i quadretti ogni 10 cm. La conversione è una moltiplicazione:
- 11 punti per pollice × 10 / 2,54 fa circa 43 quadretti ogni 10 cm. In negozio la chiamiamo aida 44, la maglia larga.
- 14 punti per pollice × 10 / 2,54 fa circa 55 quadretti ogni 10 cm. È l'aida 55, quella degli schemi moderni più comuni.
- 16 punti per pollice fa circa 63 quadretti ogni 10 cm. Più fine: per chi conta già senza fatica.
Per il primo lavoro prendiamo la maglia larga. Il buco si vede, l'ago entra, un quadretto sbagliato si disfa. Se lo schema indica 14 count, la tela giusta è l'aida 55: su una tela diversa il disegno cambia misura e i fili non coprono più il quadretto nello stesso modo.
Il mouliné
Il mouliné da ricamo è un cotone a sei capi, avvolti insieme. Si sfilano. La matassina intera non si usa quasi mai: riempirebbe il quadretto e coprirebbe i buchi. Lo schema scrive quanti capi vuole, accanto al numero del colore. Se lo schema tace, il consiglio che diamo al banco è nostro, non è la regola di un marchio: due capi sull'aida 55, tre capi sull'aida 44. Si prova un quadretto. Se tra le croci si vede ancora tanta tela, si aggiunge un capo. Se il punto è un grumo, se ne toglie uno.
Il numero sulla fascetta, il 321 o il 310 o l'ecru, è il colore, non la quantità. Come si legge sta nella guida alla carta colori. Due gomitoli dello stesso numero, comprati a distanza di anni, possono scostarsi. Per un lavoro solo il colore si compra tutto insieme.
Ago e cerchio
L'ago è da tappezzeria: punta arrotondata, cruna lunga. Deve cercare il buco, non forare il cotone della tela. Il cerchio tiene il quadretto aperto. Non è obbligatorio. Senza, una mano pinza la tela e l'altra cuce. Con, si lavora più a lungo senza storcere il disegno.
Una figura d'archivio, non uno schema da copiare
Il disegno qui sotto viene da un manuale del 1912. Serve a vedere il punto sul canovaccio. Non è un motivo da riprodurre e vendere.