Il merletto non è un ricamo fatto sopra una tela. È un filo che costruisce il tessuto da zero, e i buchi sono parte del disegno. In Italia se ne fanno almeno due famiglie, e non vanno confuse.
Ad ago, a Burano
Il merletto di Burano si lavora ad ago, con un filo sottilissimo, su un disegno appoggiato a un cartoncino. Il punto non attraversa una tela da ricamo: segue il tracciato e tiene insieme le barrette. È un lavoro di isola, tramandato nelle case e, dal 1872, in una scuola. Oggi quella scuola è il museo.
Non vendiamo merletti finiti di Burano e non pubblichiamo i loro disegni. Chi vuole vederli dal vivo va al Museo del Merletto, in piazza Galuppi a Burano. Le merlettaie, quando ci sono, lavorano in sala.
A fuselli, a tombolo
L'altra famiglia si fa con i fuselli, su un cuscino chiamato tombolo. Il filo è avvolto sul fusello, i fuselli si incrociano, e il disegno sta su una cartina fissata al cuscino. A Cantù, nel Comasco, questa è la scuola storica: i punti hanno nomi di bottega, e se ne contano a centinaia. Una maestra di quella tradizione, Rita Bargna, è raccontata dalla Fondazione Cologni.
Il gesto del tombolo, detto con parole nostre e senza copiare uno schema, sta nella guida al tombolo. In catalogo, i pizzi già fatti e i materiali vicini sono nella categoria pizzo, uncinetto e tombolo.
Cosa non mettiamo in questa pagina
Le foto dei musei, i cartoni delle scuole e i modelli delle riviste restano di chi li ha pubblicati. Qui c'è la differenza fra le due tecniche, e il link per andare a vederle.